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di FABIO ROSSI
Su diverse guide di Roma destinate ai turisti stranieri, le strisce
pedonali compaiono alla voce “consigli utili”: «in città gli
attraversamenti sono poco rispettati - si legge - per cui è necessario
prestare la massima attenzione». E così si vedono tante persone, con
gli occhi a mandorla o dalle fattezze tipicamente nordeuropee, appr
ossimarsi al ciglio del marciapiede con lo sguardo impaurito e il palmo
della mano rivolto verso le auto che sopraggiungono.
Stranieri o romani, il problema della sicurezza dei pedoni è sempre più
sentito. La competenza sulla manutenzione delle strisce è dei Municipi,
ma secondo i mini sindaci i tagli al bilancio del Comune «hanno scelto
sul selciato la vittima sacrificale».
«Soldi per tenere tutte le strisce in perfetto stato non ce ne sono,
riusciamo a stento a controllare le principali, come quelle in prossimità
di scuole e ospedali», lamenta Letizia Cicconi, assessore alla mobilità
del I Municipio: statistiche alla mano l’area di Roma in cui avvengono
più investimenti di pedoni. «D’altronde le risorse sono quelle che
sono - aggiunge - e il Campidoglio ha scelto di non togliere soldi alle
politiche sociali. Così abbiamo già speso i 200 mila euro per la
manutenzione degli attraversamenti». Nel centro c’è anche il
problema della compatibilità di interventi alternativi. «Si potrebbe
pensare, per i sampietrini, di utilizzare borchie di ferro o pietre
bianche - ipotizza l’assessore - Ma servirebbero i nulla osta della
Soprintendenza».
E se i fondi mancano, bisogna attrezzarsi. «Per rinnovare le strisce
stiamo utilizzando i ricavi del parcheggio di piazzale Maresciallo
Giardino - spiega il presidente del Municipio XVII Roberto Vernarelli -
Stiamo realizzando attraversamenti con fondo blu e strisce bianche
fosforescenti, più visibili e che durano almeno due anni».
A Ostia, invece, si sta lavorando su tre chilometri di lungomare. «In
corrispondenza delle strisce stiamo creando dei piccoli dossi, per far
rallentare le auto - dice il presidente del Municipio XIII Davide
Bordoni - Entro aprile finiremo».
Dal Campidoglio fanno notare che i soldi destinati ai Municipi per la
viabilità in genere «possono essere trasferiti da un capitolo
all’altro, secondo le diverse priorità». Resta il problema della
destinazione delle risorse che arrivano dalle contravvenzioni,
sottolineata anche dal sindacato dei vigili urbani Sulpm.
«La prima emergenza da affrontare con questi fondi riguarda le buche -
spiegano in Comune - La segnaletica viene subito dopo». La versione
“pedonale” dell’intramontabile storia della coperta corta.
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